MAFIA NEWS NOTIZIE

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Maxiretata Nel Catanese, Sventati Attentati Dinamitardi

(AGI) – Catania, 29 apr. – Il gruppo mafioso di Adrano era in possesso di esplosivo che stava per essere utilizzato in attentati clamorosi e particolarmente cruenti. E’ quanto emerge dall’operazione antimafia coordinata dalla Dda di Catania e condotta dalla Squadra mobile etnea e dal commissariato di Adrano che hanno effettuato numerosi arresti. Circostanza confermata dal procuratore della Repubblica di Catania, Vincenzo D’Agata, per il quale e’ stata fermata la ripresa in grande stile della guerra di mafia. Impegnati circa 250 agenti, con l’impiego di unita’ cinofile, artificieri e l’appoggio di un elicottero. .


Mafia: Libero Uno Degli Assassini Piccolo Di Matteo

(AGI) – Palermo, 29 apr. – Il tribunale di sorveglianza di Palermo ha concesso l’affidamento in prova ai servizi sociali al pentito Stefano Bommarito, originario di San Giuseppe Jato, lo stesso paese del palermitano di cui e’ originario l’altro ex boss e collaboratore di giustizia Giovanni Brusca. Bommarito esce cosi’ definitivamente dal carcere, nel quale, da quando ha deciso di parlare con i magistrati, e’ rimasto pochissimo tempo. L’ex mafioso e’ il primo degli assassini di Giuseppe Di Matteo, il ragazzino sequestrato e poi assassinato e sciolto nell’acido per ordine dello stesso Brusca, ad essere del tutto rimesso in liberta’. Gli altri esecutori della sentenza sono in detenzione domiciliare, come Enzo Salvatore Brusca e Giuseppe Monticciolo, o in carcere, come Vincenzo Chiodo, arrestato nei mesi scorsi su ordine della Corte di Cassazione, al termine di una lunga querelle giuridica. In carcere e’ anche il mandante, Giovanni Brusca. Bommarito, figlio del boss Bernardo, nel processo Di Matteo aveva avuto venti anni, grazie agli sconti di pena previsti per i collaboratori di giustizia. Era stato poi condannato anche per gli omicidi di un imprenditore di Monreale che non aveva voluto pagare il pizzo, Vincenzo Miceli, ucciso il 23 gennaio del 1990, di persone ritenute vicine all’ex pentito Balduccio Di Maggio, tra le quali Francesco Reda, e per un delitto avvenuto il 19 maggio del ’90, sempre a Monreale, vittima Giuseppe Matranga. La pena complessiva per lui e’ cosi’ aumentata a 22 anni. Giuseppe Di Matteo era figlio del pentito Mario Santo, detto Santino ‘Mezzanasca’. Con il sequestro, risalente al 23 novembre 1993, i Brusca avevano deciso di ricattare il collaborante, per evitare che parlasse della strage di Capaci. ‘Mezzanasca’ aveva pero’ continuato a parlare con i pm. Per il delitto Di Matteo, il ruolo di Bommarito fu quello di carceriere, in stretto contatto con i due fratelli Brusca, Monticciolo e Chiodo. L’11 gennaio 1996, dopo essere stato condannato all’ergastolo per la prima volta (per l’omicidio di Ignazio Salvo), Giovanni Brusca ordino’ l’esecuzione dell’omicidio, realizzata dal fratello Enzo, da Monticciolo e Chiodo. Il cadavere venne poi disciolto nell’acido. .


Mafia e Droga: 2 Arresti a Catania, Anche Ex Calciatore

(AGI) – Catania, 29 apr. – Dopo che era stato arrestato un loro parente, sorpreso con oltre 50 dosi di cocaina, erano pedinati, o meglio ‘marcati stretti’, considerato che a finire in manette sono stati due pregiudicati, Agatino Litrico, meglio conosciuto con il soprannome di ‘piripicchio’ a causa della sua bassa statura, e l’ex giocatore di calcio del Catania, della stagione 93/94, Nunzio La Torre, ultimamente venuto alla cronaca per fatti di droga. Una donna, Maria Carla Muscatello, con molti precedenti per spaccio e’ stata invece denunciata a piede libero. I tre dovranno rispondere oltre che di spaccio di stupefacenti anche di associazione mafiosa finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. I due arrestati, infatti, sono ritenuti appartenenti al gruppo di fuoco del clan Pillera Le indagini, che vanno avanti da diversi mesi, condotte dai militari del primo Nucleo Operativo del Gruppo Guardia di finanza di Catania, hanno consentito di individuare in via Gramignami, nel pieno centro di San Cristoforo, un appartamento al cui interno i tre preparavano, all’ingrosso, dosi di cocaina e marijuana che poi rivendevano ai pusher della zona. I Finanzieri, al momento dell’irruzione nel covo, si sono trovati davanti ad un vero e proprio sistema di video sorveglianza occulta, costituito da monitor e ben 8 microcamere piazzate in ogni angolo della strada e del palazzo al cui interno si trovava il rifugio che permettevano di riprendere e, quindi, tenere sotto controllo la strada e l’accesso all’immobile, protetto anche da porte blindate. Grazie a questo sistema, in passato, i tre erano riusciti a sfuggire ai militari, ma dopo ripetuti appostamenti e pedinamenti, certi dell’esistenza di un appartamento al cui interno i tre stoccavano la sostanza stupefacente, i militari hanno aperto il portone di ingresso dell’appartamento bunker e sorpreso gli spacciatori. (AGI) .


Camorra: Fermo Fratello Boss Bidognetti, Sequestro 5 Mln

(AGI) – Napoli, 29 apr. – La Direzione investigativa antimafia di Napoli ha sequestrato beni al clan dei Casalesi per un valore di 5 milioni di euro circa e nell’operazione ha eseguito un provvedimento di fermo emesso nei confronti del fratello del bosso Francesco Bidognetti, Michele, considerato l’amministratore del clan e il ‘porta ordini’ del boss che e’ in regime di 41bis. Michele Bidognetti e’ stato intercettato mentre riferiva le indicazioni ricevute in carcere agli affiliati. I beni sequestrati comprendono terreni, aziende agricole e ville, e tra queste quella nella quale vive Assunta Agostino, convivente del cugino del boss Domenico che e’ diventato collaboratore di giustizia negli anni scorsi, per gli inquirenti acquistata con denaro frutto di estorsioni. Giuseppe Setola, il killer che voleva ricompattare il clan, tento’ di imporre alla donna di vendere a lui la villa, del valore stimato di 350mila euro, a 30mila euro, ricorrendo anche alle minacce. (AGI) .


Camorra: Omicidio Durante Faida, 3 Arresti Nel Casertano

(AGI) – Caserta, 29 apr. – I Carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone legate al clan dei Casalesi ritenute responsabili dell’omicidio di Nicola D’Alessandro, accaduto a Villa Literno nell’agosto del 2002 durante la faida scoppiata tra le fazioni Bidognetti e Tavoletta. Si tratta di Luigi Guida di 53 anni, detto ‘Odrink’, reggente del clan Bidognetti dopo l’arresto del boss Francesco; Luigi Grassia di 36 anni e Giuseppe Giusti di 37 anni di Casal di Principe. A Guida e a Grassia l’ordinanza e’ stata notificata in carcere, mentre Giusti era a piede libero. (AGI) .


Mafia: Ergastolo a Riina e Provenzano Per Strage Di Via Lazio

(ASCA) – Palermo, 28 apr – Toto’ Riina e Bernardo Provenzano sono stati condannati all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Palermo per la strage di via Lazio, compiuta nel 1969 negli uffici del costruttore Moncada, durante la ‘guerra’ di mafia per il controllo della citta’, dove furono uccisi il boss Michele Cavataio ed altre 4 persone. Durante il raid mori’ anche Calogero Bagarella colpito da Cavataio, ma il corpo non venne mai ritrovato. Toto’ Riina e’ stato condannato come mandante, mentre Provenzano e’ stato condannato come esecutore materiale della strage. I legali dei due capi mafia hanno annunciato che ricorreranno in appello.


Camorra: Pisanu, Combattere Clan e Politici Collusi

(AGI) – Napoli, 28 apr. – ‘Temo sia i camorristi che i politici collusi e vorrei battere entrambi’. Cosi’ il presidente della Commissione parlamentare antimafia Giuseppe Pisanu risponde a una specifica domanda del Gr Rai, prima di entrare in Prefettura a Napoli dove l’organismo ha calendarizzato audizioni dei magistrati del distretto. Quello che e’ emerso dalle prime audizioni ieri, dice, ‘e’ un quadro contrastato’ della situazione. ‘Ieri, mentre un sindaco autorevole prendeva una difficile decisione (Francesco Nuzzo, dimissionario a Castelvolturno, ndr.), le forze dell’ordine assicuravano alla giustizia una sessantina di persone e sequestravano ingenti beni’, spiega. Quanto a Nuzzo, ‘ci rifletta bene. Forse e’ meglio insistere, se ci crede fino in fondo nella lotta contro la mafia. Le amministrazioni comunali sono una frontiere importante’. –


Mafia: Gdf Sequestra a Famiglia Agrigento Beni Per 30 Mln Euro

(ASCA) – Agrigento, 28 apr – Un sequestro preventivo di beni per almeno 30 milioni di euro, e’ stato effettuato dalla Guardia di Finanza ad una famiglia mafiosa della Provincia di Agrigento. Tra i beni sequestrati quote societarie e beni di 7 societa’; attivita’ riconducibili a 2 imprese individuali; conti correnti e dossier titoli; 146 unita’ immobiliari; 3 capannoni industriali; 57 automezzi, tra autocarri e vetture di lusso; una cava; un impianto di calcestruzzo di rilevanti dimensioni. L’attivita’ svolta dalle Fiamme Gialle ha permesso di scoprire come, negli ultimi anni, alcuni esponenti della famiglia mafiosa abbiano trasferito, fittiziamente, la proprieta’ dei beni in favore dei parenti piu’ prossimi e di altri soggetti estranei al nucleo familiare al fine di eludere le leggi antimafia e sottrarre i beni, frutto di attivita’ illecite, all’individuazione da parte degli investigatori. Gli accertamenti sono stati quindi estesi ai loro nuclei familiari, a soggetti a loro vicini ed alle imprese e societa’ a loro intestate o a loro riconducibili ed hanno complessivamente coinvolto 12 persone, 9 attivita’ imprenditoriali e le pertinenti proprieta’ mobiliari ed immobiliari.


Mafia: Droga Ed Estorsione a Imprenditori, 16 Arresti a Milano e Palermo

Milano, 28 apr. – (Adnkronos) – La Squadra Mobile di Milano sta eseguendo 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere tra Milano e Palermo. Come riferisce la polizia, le indagini hanno consentito di individuare referenti di cosa nostra a Milano. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sono state evidenziate diverse transazioni di cocaina, avvenute tra gli anni 2004 e 2006, nonche’ episodi di estorsione che hanno coinvolto gli indagati, in danno di imprenditori edili. I dettagli saranno illustrati in una conferenza stampa che si terra’ presso la Squadra Mobile alle ore 11.30.



Camorra: Le Mani Dei Clan Sui Bingo, Sequestrati Beni Per 150 Mln

Napoli, 27 apr. – (Adnkronos) – Oltre ai 29 arresti la Guardia di Finanza dello Scico ha eseguito anche sequestri per un valore di oltre 150 mln di euro. Complessivamente le Fiamme gialle hanno posto sotto sequestro 39 societa’ commerciali, 23 ditte individuali, 100 immobili, 104 auto, 140 fra quote societarie e rapporti bancari. Tra i beni sequestrati le sale bingo di Cassino , Sant’Arpino (Napoli), viale Zara a Milano, Cernusco sul naviglio, Lucca, Padova, Brescia, Teverola (Caserta), Ferentino (Frosinone), Cologno Monzese, Cremona e la societa’ Betting 1000, che sviluppa il piu’ alto volume di affari a livello nazionale nel settore delle scommesse sportive.

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