MAFIA FOTO & VIDEO CLIPS
MAFIA FOTO & VIDEO CLIPS

Omicidio dei fratelli Vaccaro Notte

 

 

                                                           Giuseppe Vaccaro il pentito

 

Omicidio dei fratelli Vaccaro Notte


Condanna definitiva per il pentito della “ Cosca dei Pidocchi” Giuseppe Vaccaro

E’ diventata definitiva, con la sentenza della Cassazione, la condanna a 30 anni di reclusione inflitta al pentito della “ Cosca dei Pidocchi “Giuseppe Vaccaro di Sant’Angelo Muxaro, reo confesso degli omicidi dei fratelli Salvatore e Vincenzo Vaccaro Notte anche loro di Sant’Angelo Muxaro. Sono stati uccisi perché non avrebbero accettato le pressioni della cosca dei pidocchi che gli voleva imporre la chiusura dell’agenzia di onoranze funebri.

Uno dei due delitti era stato confessato da un altro pentito, Pietro Mongiovì, che si è impiccato in cella usando i lacci delle scarpe.  Mongiovì aveva già deciso da tempo di togliersi la vita , avendo raccolto con cura lacci da scarpe per poi ricavarne un cappio lungo e resistente quanto basta da garantirgli un’impiccagione sicura. Proprio così. Alle 4 del mattino, quando la guardia ha dato l’allarme, lui si era già dimesso dall’esistenza .

Fa capire le “Origini” meschine di questa “SPORCIZIA” indegna di respirare ossigeno e di vivere in mezzo alla “Società Civile” come la nostra , con l’auspicio che altri criminali appartenenti alla “ Cosca dei Pidocchi “ accettino il mio consiglio “ IMPICCANDOSI “ la società avrà vantaggi economici ed ecologici ....
In primo grado, il processo era stato celebrato con il rito abbreviato davanti al Gup del tribunale di Palermo Sergio Ziino.

11:30 - May. 1, 2009 - commenti {17} - Invia un commento

MAFIA NEWS NOTIZIE

MAFIA NEWS NOTIZIE


Maxiretata Nel Catanese, Sventati Attentati Dinamitardi

(AGI) - Catania, 29 apr. - Il gruppo mafioso di Adrano era in possesso di esplosivo che stava per essere utilizzato in attentati clamorosi e particolarmente cruenti. E' quanto emerge dall'operazione antimafia coordinata dalla Dda di Catania e condotta dalla Squadra mobile etnea e dal commissariato di Adrano che hanno effettuato numerosi arresti. Circostanza confermata dal procuratore della Repubblica di Catania, Vincenzo D'Agata, per il quale e' stata fermata la ripresa in grande stile della guerra di mafia. Impegnati circa 250 agenti, con l'impiego di unita' cinofile, artificieri e l'appoggio di un elicottero. .


Mafia: Libero Uno Degli Assassini Piccolo Di Matteo

(AGI) - Palermo, 29 apr. - Il tribunale di sorveglianza di Palermo ha concesso l'affidamento in prova ai servizi sociali al pentito Stefano Bommarito, originario di San Giuseppe Jato, lo stesso paese del palermitano di cui e' originario l'altro ex boss e collaboratore di giustizia Giovanni Brusca. Bommarito esce cosi' definitivamente dal carcere, nel quale, da quando ha deciso di parlare con i magistrati, e' rimasto pochissimo tempo. L'ex mafioso e' il primo degli assassini di Giuseppe Di Matteo, il ragazzino sequestrato e poi assassinato e sciolto nell'acido per ordine dello stesso Brusca, ad essere del tutto rimesso in liberta'. Gli altri esecutori della sentenza sono in detenzione domiciliare, come Enzo Salvatore Brusca e Giuseppe Monticciolo, o in carcere, come Vincenzo Chiodo, arrestato nei mesi scorsi su ordine della Corte di Cassazione, al termine di una lunga querelle giuridica. In carcere e' anche il mandante, Giovanni Brusca. Bommarito, figlio del boss Bernardo, nel processo Di Matteo aveva avuto venti anni, grazie agli sconti di pena previsti per i collaboratori di giustizia. Era stato poi condannato anche per gli omicidi di un imprenditore di Monreale che non aveva voluto pagare il pizzo, Vincenzo Miceli, ucciso il 23 gennaio del 1990, di persone ritenute vicine all'ex pentito Balduccio Di Maggio, tra le quali Francesco Reda, e per un delitto avvenuto il 19 maggio del '90, sempre a Monreale, vittima Giuseppe Matranga. La pena complessiva per lui e' cosi' aumentata a 22 anni. Giuseppe Di Matteo era figlio del pentito Mario Santo, detto Santino 'Mezzanasca'. Con il sequestro, risalente al 23 novembre 1993, i Brusca avevano deciso di ricattare il collaborante, per evitare che parlasse della strage di Capaci. 'Mezzanasca' aveva pero' continuato a parlare con i pm. Per il delitto Di Matteo, il ruolo di Bommarito fu quello di carceriere, in stretto contatto con i due fratelli Brusca, Monticciolo e Chiodo. L'11 gennaio 1996, dopo essere stato condannato all'ergastolo per la prima volta (per l'omicidio di Ignazio Salvo), Giovanni Brusca ordino' l'esecuzione dell'omicidio, realizzata dal fratello Enzo, da Monticciolo e Chiodo. Il cadavere venne poi disciolto nell'acido. .


Mafia e Droga: 2 Arresti a Catania, Anche Ex Calciatore

(AGI) - Catania, 29 apr. - Dopo che era stato arrestato un loro parente, sorpreso con oltre 50 dosi di cocaina, erano pedinati, o meglio "marcati stretti", considerato che a finire in manette sono stati due pregiudicati, Agatino Litrico, meglio conosciuto con il soprannome di "piripicchio" a causa della sua bassa statura, e l'ex giocatore di calcio del Catania, della stagione 93/94, Nunzio La Torre, ultimamente venuto alla cronaca per fatti di droga. Una donna, Maria Carla Muscatello, con molti precedenti per spaccio e' stata invece denunciata a piede libero. I tre dovranno rispondere oltre che di spaccio di stupefacenti anche di associazione mafiosa finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. I due arrestati, infatti, sono ritenuti appartenenti al gruppo di fuoco del clan Pillera Le indagini, che vanno avanti da diversi mesi, condotte dai militari del primo Nucleo Operativo del Gruppo Guardia di finanza di Catania, hanno consentito di individuare in via Gramignami, nel pieno centro di San Cristoforo, un appartamento al cui interno i tre preparavano, all'ingrosso, dosi di cocaina e marijuana che poi rivendevano ai pusher della zona. I Finanzieri, al momento dell'irruzione nel covo, si sono trovati davanti ad un vero e proprio sistema di video sorveglianza occulta, costituito da monitor e ben 8 microcamere piazzate in ogni angolo della strada e del palazzo al cui interno si trovava il rifugio che permettevano di riprendere e, quindi, tenere sotto controllo la strada e l'accesso all'immobile, protetto anche da porte blindate. Grazie a questo sistema, in passato, i tre erano riusciti a sfuggire ai militari, ma dopo ripetuti appostamenti e pedinamenti, certi dell'esistenza di un appartamento al cui interno i tre stoccavano la sostanza stupefacente, i militari hanno aperto il portone di ingresso dell'appartamento bunker e sorpreso gli spacciatori. (AGI) .


Camorra: Fermo Fratello Boss Bidognetti, Sequestro 5 Mln

(AGI) - Napoli, 29 apr. - La Direzione investigativa antimafia di Napoli ha sequestrato beni al clan dei Casalesi per un valore di 5 milioni di euro circa e nell'operazione ha eseguito un provvedimento di fermo emesso nei confronti del fratello del bosso Francesco Bidognetti, Michele, considerato l'amministratore del clan e il 'porta ordini' del boss che e' in regime di 41bis. Michele Bidognetti e' stato intercettato mentre riferiva le indicazioni ricevute in carcere agli affiliati. I beni sequestrati comprendono terreni, aziende agricole e ville, e tra queste quella nella quale vive Assunta Agostino, convivente del cugino del boss Domenico che e' diventato collaboratore di giustizia negli anni scorsi, per gli inquirenti acquistata con denaro frutto di estorsioni. Giuseppe Setola, il killer che voleva ricompattare il clan, tento' di imporre alla donna di vendere a lui la villa, del valore stimato di 350mila euro, a 30mila euro, ricorrendo anche alle minacce. (AGI) .


Camorra: Omicidio Durante Faida, 3 Arresti Nel Casertano

(AGI) - Caserta, 29 apr. - I Carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone legate al clan dei Casalesi ritenute responsabili dell'omicidio di Nicola D'Alessandro, accaduto a Villa Literno nell'agosto del 2002 durante la faida scoppiata tra le fazioni Bidognetti e Tavoletta. Si tratta di Luigi Guida di 53 anni, detto 'Odrink', reggente del clan Bidognetti dopo l'arresto del boss Francesco; Luigi Grassia di 36 anni e Giuseppe Giusti di 37 anni di Casal di Principe. A Guida e a Grassia l'ordinanza e' stata notificata in carcere, mentre Giusti era a piede libero. (AGI) .


Mafia: Ergastolo a Riina e Provenzano Per Strage Di Via Lazio

(ASCA) - Palermo, 28 apr - Toto' Riina e Bernardo Provenzano sono stati condannati all'ergastolo dalla Corte d'Assise di Palermo per la strage di via Lazio, compiuta nel 1969 negli uffici del costruttore Moncada, durante la 'guerra' di mafia per il controllo della citta', dove furono uccisi il boss Michele Cavataio ed altre 4 persone. Durante il raid mori' anche Calogero Bagarella colpito da Cavataio, ma il corpo non venne mai ritrovato. Toto' Riina e' stato condannato come mandante, mentre Provenzano e' stato condannato come esecutore materiale della strage. I legali dei due capi mafia hanno annunciato che ricorreranno in appello.


Camorra: Pisanu, Combattere Clan e Politici Collusi

(AGI) - Napoli, 28 apr. - "Temo sia i camorristi che i politici collusi e vorrei battere entrambi". Cosi' il presidente della Commissione parlamentare antimafia Giuseppe Pisanu risponde a una specifica domanda del Gr Rai, prima di entrare in Prefettura a Napoli dove l'organismo ha calendarizzato audizioni dei magistrati del distretto. Quello che e' emerso dalle prime audizioni ieri, dice, "e' un quadro contrastato" della situazione. "Ieri, mentre un sindaco autorevole prendeva una difficile decisione (Francesco Nuzzo, dimissionario a Castelvolturno, ndr.), le forze dell'ordine assicuravano alla giustizia una sessantina di persone e sequestravano ingenti beni", spiega. Quanto a Nuzzo, "ci rifletta bene. Forse e' meglio insistere, se ci crede fino in fondo nella lotta contro la mafia. Le amministrazioni comunali sono una frontiere importante". -


Mafia: Gdf Sequestra a Famiglia Agrigento Beni Per 30 Mln Euro

(ASCA) - Agrigento, 28 apr - Un sequestro preventivo di beni per almeno 30 milioni di euro, e' stato effettuato dalla Guardia di Finanza ad una famiglia mafiosa della Provincia di Agrigento. Tra i beni sequestrati quote societarie e beni di 7 societa'; attivita' riconducibili a 2 imprese individuali; conti correnti e dossier titoli; 146 unita' immobiliari; 3 capannoni industriali; 57 automezzi, tra autocarri e vetture di lusso; una cava; un impianto di calcestruzzo di rilevanti dimensioni. L'attivita' svolta dalle Fiamme Gialle ha permesso di scoprire come, negli ultimi anni, alcuni esponenti della famiglia mafiosa abbiano trasferito, fittiziamente, la proprieta' dei beni in favore dei parenti piu' prossimi e di altri soggetti estranei al nucleo familiare al fine di eludere le leggi antimafia e sottrarre i beni, frutto di attivita' illecite, all'individuazione da parte degli investigatori. Gli accertamenti sono stati quindi estesi ai loro nuclei familiari, a soggetti a loro vicini ed alle imprese e societa' a loro intestate o a loro riconducibili ed hanno complessivamente coinvolto 12 persone, 9 attivita' imprenditoriali e le pertinenti proprieta' mobiliari ed immobiliari.


Mafia: Droga Ed Estorsione a Imprenditori, 16 Arresti a Milano e Palermo

Milano, 28 apr. - (Adnkronos) - La Squadra Mobile di Milano sta eseguendo 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere tra Milano e Palermo. Come riferisce la polizia, le indagini hanno consentito di individuare referenti di cosa nostra a Milano. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sono state evidenziate diverse transazioni di cocaina, avvenute tra gli anni 2004 e 2006, nonche' episodi di estorsione che hanno coinvolto gli indagati, in danno di imprenditori edili. I dettagli saranno illustrati in una conferenza stampa che si terra' presso la Squadra Mobile alle ore 11.30.



Camorra: Le Mani Dei Clan Sui Bingo, Sequestrati Beni Per 150 Mln

Napoli, 27 apr. - (Adnkronos) - Oltre ai 29 arresti la Guardia di Finanza dello Scico ha eseguito anche sequestri per un valore di oltre 150 mln di euro. Complessivamente le Fiamme gialle hanno posto sotto sequestro 39 societa' commerciali, 23 ditte individuali, 100 immobili, 104 auto, 140 fra quote societarie e rapporti bancari. Tra i beni sequestrati le sale bingo di Cassino , Sant'Arpino (Napoli), viale Zara a Milano, Cernusco sul naviglio, Lucca, Padova, Brescia, Teverola (Caserta), Ferentino (Frosinone), Cologno Monzese, Cremona e la societa' Betting 1000, che sviluppa il piu' alto volume di affari a livello nazionale nel settore delle scommesse sportive.

09:47 - Apr. 29, 2009 - commenti {0} - Invia un commento

Sale bingo e scommesse per riciclare. 29 arresti, in manette anche 3 carabinieri

Sale bingo e scommesse per riciclare. 29 arresti, in manette anche 3 carabinieri


Sale bingo e scommesse per riciclare. 29 arresti, in manette anche 3 carabinieri

(Corriere del Mezzogiorno) - Sale bingo, scommesse sportive e sull’ippica. La camorra dei casalesi ha esteso i suoi tentacoli in tredici città italiane trovando complicità in altre organizzazioni criminali e anche in imprenditori che di fronte a guadagni ingenti non hanno avuto esitazioni a stingere patti di alleanza con i pericolosi camorristi.

Sono stati 500 gli uomini delle Fiamme Gialle del Gico di Napoli e dello Scico che hanno eseguito ventinove arresti sulla base di provvedimenti emessi dalla Dda di Napoli. Nelle 13 città italiane gli uomini della Guardia di Finanza hanno anche posto sotto sequestro beni per circa 150 milioni di euro. I reati contestati sono associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, truffa ai danni dello Stato, al riciclaggio di denaro sporco, alla corruzione di pubblici ufficiali. È stata dunque «disarticolata» un’organizzazione criminale che controllava imprese nel settore dei giochi pubblici, come il bingo e la raccolta di scommesse sportive ed ippiche.
Nell’operazione Hermes sono circa 100 gli indagati, per lo più imprenditori impegnati nel settore del gioco e delle scommesse che si sono dati da fare per riciclare il denaro di alcuni clan camorristici fra i quali il clan dei Casalesi, dei Misso, dei Mazzarella e del clan mafioso dei Madonia. Sono state sequestrate 39 società commerciali e 23 ditte individuali. Il sequestro ha riguardato anche 100 immobili, 104 autoveicoli, 140 quote societarie per un valore di oltre 150 milioni di euro.

Diverse le sale bingo poste sotto sequestro: Cassino, Milano viale Zara, Cernusco sul Naviglio, Lucca, Padova, Brescia, Cologno Monzese, Cremona. Naturalmente oltre a sale bingo della provincia di Caserta, tra cui quella di Teverola, e di Frosinone. La Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro la società Betting 2000, che sviluppa un alto volume di affari a livello nazionale nel settore delle scommesse sportive. Le indagini hanno preso il via dalla organizzazione costituita da Renato Grasso, un personaggio più volte coinvolto a partire dalla seconda metà degli anni ‘90 in inchieste per i suoi rapporti con i clan della camorra e in particolare con quello dei Casalesi. A lui, secondo gli investigatori, venivano affidate dalle organizzazioni malavitose le somme di danaro che attraverso un sistema di «scatole cinesi» venivano investite nella creazione di sale bingo.

Nell’ambito dell’operazione Hermes sono stati arrestati anche tre carabinieri. Il maresciallo Pietro Bruno è accusato di una fuga di notizie avvenuta nel novembre del 2006: il sottufficiale sarebbe entrato abusivamente nel server del Ros di Napoli per acquisire informazioni riservate sul conto di Renato Grasso, l’uomo intorno al quale ruota l’intera indagine, in relazione al suo coinvolgimento in un’indagine nei confronti del clan dei casalesi. Il maresciallo è accusato di violazione del segreto di ufficio e corruzione. Inoltre per favoreggiamento nei confronti di Nicola Schiavone, il figlio del boss Francesco, soprannominato Sandokan e di altri due importanti esponenti dell’organizzazione sono stati arrestati due militari in servizio presso la compagnia di Casal di Principe, Luigi Di Serio e Luigi Cocuzza. Gli arresti sono stati eseguiti dai militari dell’Arma in seguito ad indagini condotte dal Ros.

09:45 - Apr. 28, 2009 - commenti {1} - Invia un commento

MAFIA VOLEVA UCCIDERE SINDACO GELA

 

GELA (CALTANISSETTA)


- I boss mafiosi di Gela avrebbero imposto il pagamento del pizzo anche alle imprese siciliane che si aggiudicavano appalti pubblici a Milano. Gli imprenditori avrebbero dovuto pagare "la protezione" anche se svolgevano lavori in città del Nord Italia e non solo in Sicilia. E' quanto emerge da una inchiesta che ha portato la polizia di Stato all'arresto di due persone. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal gip del tribunale di Caltanissetta su richiesta della Direzione distrettuale antimafia nissena che ha coordinato l'indagine della Squadra mobile e del commissariato di Gela. L'indagine punta sul gruppo mafioso degli Emmanuello che fanno capo a Cosa nostra, il quale è strutturato in organismi territoriali che operano unitariamente, o in stretta collaborazione, in varie zone del territorio nazionale e all'estero.

Gli agenti della Squadra mobile di Caltanissetta e del commissariato di Gela hanno arrestato Maurizio Saverio La Rosa, di 40 anni e Maurizio Trubia, di 41, entrambi di Gela. Sono accusati di associazione mafiosa e di aver imposto il pagamento del "pizzo" a imprese di Gela che effettuavano lavori pubblici anche a Milano. I due indagati dovranno pure rispondere dell'aggravante di aver fatto parte di un'associazione armata, che aveva disponibilità di esplosivo ed armi. L'indagine, coordinata dalla procura distrettuale antimafia di Caltanissetta, ha consentito di individuare gli attuali reggenti di Cosa nostra di Gela che fanno parte del gruppo Emmanuello, e di stroncare sul nascere un serio tentativo di ricostituzione di questo pericoloso clan. L'inchiesta si basa su intercettazioni e sul contributo offerto da un imprenditore di Gela, che ha denunciato le estorsioni, e sulle nuove dichiarazioni del boss mafioso Carmelo Barbieri, che sta collaborando con i pm della Direzione distrettuale antimafia.

PM, VOLEVANO UCCIDERE SINDACO GELA E IMPRENDITORI

L'inchiesta che stamani ha portato all'arresto di due persone per associazione mafiosa, fa emergere che il gruppo mafioso degli Emmanuello stava preparando un attentato per uccidere il sindaco di Gela, Rosario Crocetta e alcuni imprenditori. I boss volevano uccidere gli imprenditori gelesi che negli ultimi anni hanno collaborato con le forze dell'ordine e la magistratura nella lotta al racket delle estorsioni, e contro Rosario Crocetta per la sua attività di sindaco antimafia. Gli inquirenti sostengono che il pericolo di attentati sarebbe stati attuale ed imminente. Per questo motivo la procura distrettuale antimafia ha chiesto con estrema urgenza il provvedimento cautelare al gip. Il progetto di uccidere Crocetta si inquadra anche nelle campagne di stampa e le iniziative amministrative prese dal sindaco per riaffermare la legalità a Gela.

08:59 - Apr. 24, 2009 - commenti {0} - Invia un commento

Last Page Next Page
Descrizione
Questa “sporcizia” a sempre usufruito dell’appoggio delle amministrazione , a preparato a tavolino l’assassinio dei miei fratelli e quello mio , ma grazie a “DIO” e i miei cani che sono stati i miei “Angeli Custodi “ sono in vita ….. gestivano appalti , droga ,omicidi , estorsioni , intimidazioni , furti e tanto altro che verrà prossimamente alla luce….ma ne manca ancora “sporcizia” all’appello , aspettiamo ulteriori sviluppi…..tutti vedevano , tutti sapevano , tutti sanno .

«  May 2017  »
MonTueWedThuFriSatSun
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031 

Home
Il mio profilo
Archivi
Amici
Album fotografico
MAFIA & COMPLICI
LILIUMJOKER
liliumjoker-liliumjoker



Contenuti recenti
- Omicidio dei fratelli Vaccaro Notte
- MAFIA NEWS NOTIZIE
- Sale bingo e scommesse per riciclare. 29 arresti, in manette anche 3 carabinieri
- MAFIA VOLEVA UCCIDERE SINDACO GELA
- Lotta alla 'ndrangheta: i Carabinieri del comando di Varese sgominano organizzazione operante nel nord Italia
- Mafia: Dda Sequestra 2 Imprese Edili Nell'Agrigentino
- Giornalismo Agrigentino
- Camorra, arrestato latitante, stava per fuggire in Spagna
- Giudice troppo lento:mafiosi liberi
- Vittime Terremoto Abruzzo
- Solidarietà per l'Abruzzo
- PROCESSO SICANIA 2
- Arrestato a Roma il boss del clan di Ponticelli: 'tradito' da una visita dei parenti per il compleanno
- Associazione Antimafia “ Libera l’Italia “
- Mafia ,Corna e Minchiate
- La Mafia Si Butta Sul Business Dei Sequestri, Sventato Rapimento Di Un Banchiere
- Verso la costituente dell'Associazione Nazionale "Libera l'Italia - dalla Cosca dei Pidocchi"
- Antimafia !!! WALL OF HEROS !!!(muro degli eroi)
- ONORE ALLA MEMORIA Elenco vittime di tutte le mafie 21 Marzo 2009
- In migliaia in piazza a Napoli per commemorare le vittime della mafia
- 'Ndrangheta, ucciso in un agguato a Locri nipote boss Cordì
- 'Ndrangheta, 31 condanne e 10 assoluzioni per faida San Luca
- Mafia: Fratelli Graziella Campagna, Giustizia e' Fatta Anche Se Sono Passati 24 Anni
- MAFIA ARRESTI
- Il Cammino antimafia di Giovanni Maddamma, nel ricordare tutti le vittime
- MAFIA: BOSS ARRESTATO DA CC
- 'NDRANGHETA: PRESO STRANGIO, SUPERLATITANTE DELLA STRAGE DI DUISBURG
- MAFIA NEWS NOTIZIE liliumjoker
- Speciale Mafia
- Le nomine d'oro di Raffaele Lombardo
- Mafia, beni confiscati
- MAFIA NEWS
- SANTA MARGHERITA BELICE. La Dia ha messo le mani su immobili e società per 400 milioni di euro
- XIV edizione della "Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime"
- Decapitata la famiglia mafiosa di Villabate, dodici arresti
- Processo "Sicania 2", giudici ed avvocati a Milano
- Sant’Angelo Muxaro su FACEBOOK
- Antimafia nel web del 3° millenio
- Eluana Englaro
- Pronto il Calendario 2009 - Vittime della Mafia
- Mafia, processo "Domino 2": otto ergastoli
- CAMORRA: ARRESTATO IL BOSS DEI CASALESI GIUSEPPE SETOLA
- Arrestato Riina jr in casa a corleone
- AGRIGENTO Un anno di cronaca 2008 I Parte
- VITTIME DELLA MAFIA
- LATITANTI RICERCATI WANTED
- ANTIMAFIA VIDEO ARRESTI BLITZ MAFIA
- VIDEO MAFIA VIDEO OPERAZIONI ANTIMAFIA BONIFICA DEL TERRITORIO
- MAFIA FOTO CRIMINI DELITTI DI MAFIA CAMORRA NDRANGHETA FOTO

Amici

Statistiche